Ho comprato il libro di luca bianchini, siamo solo amici. Mi piace. Ogni pagina mi invoglia a scrivere.
Ieri è stata una giornata piena di stimoli. Con il quinto abbiamo letto Bertold Brecht. Al secondo ho spiegato la declinazione degli aggettivi. In quarto Fontane, Effi Briest. Il primo ha imparato a parlare delle 12 attività coniugando i verbi al presente ed esercitandosi a dire l'ora (alle 6:30 suona la sveglia, resto a letto ancora cinque minuti, mi alzo, vado a fare la doccia, mi vesto, faccio colazione, vado a scuola, pranzo, torno a casa, ascolto la musica in albergo, scrivo al computer, leggo, ceno, vedo la TV e alle 22:30 vado a letto). Con il terzo B abbiamo visto Christiane F e i Ragazzi dello zoo di Berlino.
Oggi ho avuto solo due ore con il quinto, dopo la traduzione di Thomas Mann, Morte a Venezia, siamo andati a vedere un film in tedesco con i sottotitoli in italiano (Il bambino con il pigiama a righe).
Nel pomeriggio c'è stata la consegna delle pagelle e Valeria ha tutti 9 e anche tre 10. Abbiamo parlato con la maestra, ha detto che si è inserita bene nel gruppo. Abbiamo festeggiato con un gelato da Euclide.
Sergio Castellitto è venuto a scuola l'anno scorso e ha parlato del suo lavoro. Ricordo che ha detto che non è importante il tema, ma come lo tratti. Ha fatto proprio l'esempio di "Un Posto al Sole", per dire che certe tematiche possono anche essere un ottimo spunto per scrivere una sceneggiatura da Oscar. Credo che la forza di un film o di un libro sia nella capacità di dare vita a personaggi che poi rimangono nella mente e nel cuore anche dopo molto tempo che abbiamo letto il libro o visto il film. Se io scrivo BRUNO e SHMUEL, il lettore che non ha visto "Il bambino con il pigiama a righe" di Mark Herman o non ha letto il romanzo di John Boyne, non penserà a due bambini di 8 anni. Per chi ha letto il libro o ha visto il film quei due personaggi saranno così vivi, così presenti, così influenti. Come la bambina dal cappotto rosso in Schindler's List, o Giosuè (Giorgio Cantarini) nel film di Roberto Benigni "La vita è bella".
Mi rendo conto che la scrittura ha un senso solo nella misura in cui diventa SANGUE. Diventa VIVA. Ma questo non vale solo per i personaggi di un libro. Si parla tanto dei Social Network, non solo Facebook e Messenger. Sul Corriere della Sera c'era una pagina di Beppe Severgnini dedicata a Twitter. Possiamo avere 100, 1.000 o anche milioni di amici su Facebook, ma chi sono veramente per noi? E noi cosa siamo veramente per loro?
Ho ritrovato il mio primo amore, di quando avevo 13 anni, Christina. Ci scriviamo spesso. Sicuramente ci rivedremo. Ma cosa c'è rimasto in me di quel ragazzo di 13 anni? Chi sono io veramente?
Voglio andare a letto presto questa sera e leggermi siamo solo amici. Mi piace entrare in un libro e lasciarmi trasportare nella vita degli altri. Sentire le loro emozioni come se fossero le mie. E mi riconosco in questa frase di Gregory David Roberts:
"All'inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci.
Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla".
Quando uscirà Shantaram con Johnny Depp voglio andarlo a vedere.
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