16 febbraio 2011 mercoledì
Sono a scuola. Ho un'ora di buco perché il IIIB è andato a Villa Sciarra con la mia collega di Francese. Scrivo qualcosa a ruota libera, prima di immergermi nuovamente nella lettura di luca bianchini, siamo solo amici. Mi piace insegnare. Mi carica la scuola. Mi piace anche quando la preside mi chiede di andare in una classe a fare il SUPPLENTE. Sono un prof atipico. Perché insegno a piccoli gruppi di 6, max 9 persone. E quindi mi emoziono quando entro in una classe con 25. Non sono autoritario e non so imporre con le urla la disciplina. In genere sto zitto e aspetto in piedi se c'è chiasso. Diciamo una preghiera in inglese e poi ci sediamo. Ma non sempre. Solo se c'è molto chiasso. A volte parlo in inglese. Riesco ad esprimere meglio i miei sentimenti, il mio stato d'animo. Credo che nella scuola si dedichi troppo tempo a leggere e scrivere a discapito del parlare e dell'ascoltare. Ho spiegato al IV B il lavoro che abbiamo fatto su Facebook. E alcuni si sono iscritti all'ACCOUNT di Praga di Giuliana Falconieri. Federico mi ha detto che andava a scuola con Giacomo alle Medie. Era il suo compleanno ieri. Giacomo si chiama anche il protagonista di "Siamo Solo AMICI". Sono riuscito a leggere solo 13 pagine (da 57 a 70) in 50 minuti, dalle 9:00 alle 9:50. Mi piace quando leggo qualcosa che credevo di pensare solo io. Come la paura di dimenticarmi le password e i pin. Io mio stratagemma è di trasformarli in una data, tipo l'8 aprile (la mia ex moglie mi ha chiesto di tornare insieme). Anche perché le date ritornano nella mia vita. Se 7 anni fa è successa una cosa importante per me in quel giorno si ripete.
Questo è il blog del Concierge, che durante la settimana insegna tedesco e il sabato e la domenica alla Reception legge conferenze di antroposofia.
mercoledì 16 febbraio 2011
martedì 15 febbraio 2011
Ho comprato il libro di luca bianchini, siamo solo amici. Mi piace. Ogni pagina mi invoglia a scrivere.
Ieri è stata una giornata piena di stimoli. Con il quinto abbiamo letto Bertold Brecht. Al secondo ho spiegato la declinazione degli aggettivi. In quarto Fontane, Effi Briest. Il primo ha imparato a parlare delle 12 attività coniugando i verbi al presente ed esercitandosi a dire l'ora (alle 6:30 suona la sveglia, resto a letto ancora cinque minuti, mi alzo, vado a fare la doccia, mi vesto, faccio colazione, vado a scuola, pranzo, torno a casa, ascolto la musica in albergo, scrivo al computer, leggo, ceno, vedo la TV e alle 22:30 vado a letto). Con il terzo B abbiamo visto Christiane F e i Ragazzi dello zoo di Berlino.
Oggi ho avuto solo due ore con il quinto, dopo la traduzione di Thomas Mann, Morte a Venezia, siamo andati a vedere un film in tedesco con i sottotitoli in italiano (Il bambino con il pigiama a righe).
Nel pomeriggio c'è stata la consegna delle pagelle e Valeria ha tutti 9 e anche tre 10. Abbiamo parlato con la maestra, ha detto che si è inserita bene nel gruppo. Abbiamo festeggiato con un gelato da Euclide.
Sergio Castellitto è venuto a scuola l'anno scorso e ha parlato del suo lavoro. Ricordo che ha detto che non è importante il tema, ma come lo tratti. Ha fatto proprio l'esempio di "Un Posto al Sole", per dire che certe tematiche possono anche essere un ottimo spunto per scrivere una sceneggiatura da Oscar. Credo che la forza di un film o di un libro sia nella capacità di dare vita a personaggi che poi rimangono nella mente e nel cuore anche dopo molto tempo che abbiamo letto il libro o visto il film. Se io scrivo BRUNO e SHMUEL, il lettore che non ha visto "Il bambino con il pigiama a righe" di Mark Herman o non ha letto il romanzo di John Boyne, non penserà a due bambini di 8 anni. Per chi ha letto il libro o ha visto il film quei due personaggi saranno così vivi, così presenti, così influenti. Come la bambina dal cappotto rosso in Schindler's List, o Giosuè (Giorgio Cantarini) nel film di Roberto Benigni "La vita è bella".
Mi rendo conto che la scrittura ha un senso solo nella misura in cui diventa SANGUE. Diventa VIVA. Ma questo non vale solo per i personaggi di un libro. Si parla tanto dei Social Network, non solo Facebook e Messenger. Sul Corriere della Sera c'era una pagina di Beppe Severgnini dedicata a Twitter. Possiamo avere 100, 1.000 o anche milioni di amici su Facebook, ma chi sono veramente per noi? E noi cosa siamo veramente per loro?
Ho ritrovato il mio primo amore, di quando avevo 13 anni, Christina. Ci scriviamo spesso. Sicuramente ci rivedremo. Ma cosa c'è rimasto in me di quel ragazzo di 13 anni? Chi sono io veramente?
Voglio andare a letto presto questa sera e leggermi siamo solo amici. Mi piace entrare in un libro e lasciarmi trasportare nella vita degli altri. Sentire le loro emozioni come se fossero le mie. E mi riconosco in questa frase di Gregory David Roberts:
"All'inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci.
Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla".
Quando uscirà Shantaram con Johnny Depp voglio andarlo a vedere.
Ieri è stata una giornata piena di stimoli. Con il quinto abbiamo letto Bertold Brecht. Al secondo ho spiegato la declinazione degli aggettivi. In quarto Fontane, Effi Briest. Il primo ha imparato a parlare delle 12 attività coniugando i verbi al presente ed esercitandosi a dire l'ora (alle 6:30 suona la sveglia, resto a letto ancora cinque minuti, mi alzo, vado a fare la doccia, mi vesto, faccio colazione, vado a scuola, pranzo, torno a casa, ascolto la musica in albergo, scrivo al computer, leggo, ceno, vedo la TV e alle 22:30 vado a letto). Con il terzo B abbiamo visto Christiane F e i Ragazzi dello zoo di Berlino.
Oggi ho avuto solo due ore con il quinto, dopo la traduzione di Thomas Mann, Morte a Venezia, siamo andati a vedere un film in tedesco con i sottotitoli in italiano (Il bambino con il pigiama a righe).
Nel pomeriggio c'è stata la consegna delle pagelle e Valeria ha tutti 9 e anche tre 10. Abbiamo parlato con la maestra, ha detto che si è inserita bene nel gruppo. Abbiamo festeggiato con un gelato da Euclide.
Sergio Castellitto è venuto a scuola l'anno scorso e ha parlato del suo lavoro. Ricordo che ha detto che non è importante il tema, ma come lo tratti. Ha fatto proprio l'esempio di "Un Posto al Sole", per dire che certe tematiche possono anche essere un ottimo spunto per scrivere una sceneggiatura da Oscar. Credo che la forza di un film o di un libro sia nella capacità di dare vita a personaggi che poi rimangono nella mente e nel cuore anche dopo molto tempo che abbiamo letto il libro o visto il film. Se io scrivo BRUNO e SHMUEL, il lettore che non ha visto "Il bambino con il pigiama a righe" di Mark Herman o non ha letto il romanzo di John Boyne, non penserà a due bambini di 8 anni. Per chi ha letto il libro o ha visto il film quei due personaggi saranno così vivi, così presenti, così influenti. Come la bambina dal cappotto rosso in Schindler's List, o Giosuè (Giorgio Cantarini) nel film di Roberto Benigni "La vita è bella".
Mi rendo conto che la scrittura ha un senso solo nella misura in cui diventa SANGUE. Diventa VIVA. Ma questo non vale solo per i personaggi di un libro. Si parla tanto dei Social Network, non solo Facebook e Messenger. Sul Corriere della Sera c'era una pagina di Beppe Severgnini dedicata a Twitter. Possiamo avere 100, 1.000 o anche milioni di amici su Facebook, ma chi sono veramente per noi? E noi cosa siamo veramente per loro?
Ho ritrovato il mio primo amore, di quando avevo 13 anni, Christina. Ci scriviamo spesso. Sicuramente ci rivedremo. Ma cosa c'è rimasto in me di quel ragazzo di 13 anni? Chi sono io veramente?
Voglio andare a letto presto questa sera e leggermi siamo solo amici. Mi piace entrare in un libro e lasciarmi trasportare nella vita degli altri. Sentire le loro emozioni come se fossero le mie. E mi riconosco in questa frase di Gregory David Roberts:
"All'inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci.
Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla".
Quando uscirà Shantaram con Johnny Depp voglio andarlo a vedere.
domenica 13 febbraio 2011
Luca Bianchini, Siamo solo amici
13/02/11 Domenica
Al TG1 hanno presentato un libro di Luca Bianchini: siamo solo amici. Protagonisti sono due portieri d’albergo, uno perfetto, alla vigilia dell’appuntamento della sua vita incontra un collega brasiliano e cambia radicalmente). L’amicizia è più importante dell’amore. Sono andato subito a googlare il nome e ho trovato il blog: http://www.lucabianchini.it/diary/siamo-solo-amici/
Ho deciso di collezionare tutti i libri e i film che hanno come protagonista il portiere d’albergo. Portiere di notte.
Mi piace stare qui accarezzato da questi raggi di sole ancora non troppo caldi da farti sudare ma abbastanza da lasciarti accoccolare. Mi piace la musica di Ludovico Einaudi, se sapessi suonare il piano suonerei tutto il tempo questa musica, esprime - meglio di quanto possano fare le parole - quello che sento dentro in questo momento. Sono stato tutto il giorno da solo, non ho parlato con nessuno. Ma non mi sento solo. Internet mi aiuta. Penso a quel padre che ha ucciso le due figlie e poi si è ucciso. Come deve essere tormentata ora la sua anima! Povere piccole innocenti, che colpa avevano loro? E quella madre, come potrà sopravvivere a tanto dolore? Che tristezza che mi arreca la sua storia. Un dolore profondo. Scrivo a ruota libera. Lascio parlare il mio cuore. Voglio creare una cornice dove inserire i miei pensieri. Ecco che la pagina del mio primo romanzo prende forma. Potrebbe cominciare così:
Ciao Mi chiamo Filippo Francalancia. Forse Kafka scriverebbe K. Allora io potrei scrivere FF, senza dire il nome. Va bene, ma ormai l’ho scritto. Non voglio cancellare. Voglio scrivere come su una chat. Allora FF è il mio nome, poi deciderà il lettore. Si chiamano così quelli che leggono i manoscritti degli autori. Prima di andare alla Fiera del libro di Francoforte, ospite di Dawn, pensavo che gli autori pubblicassero i loro manoscritti così come uscivano dalla bocca della stampante. Ingenuamente non pensavo a tutto il lavoro che fanno ogni giorno i lettori di manoscritti. Questo incipit per esempio fa schifo. Sicuramente lo boccerebbero. Ma questo rischio non lo corro, intanto io lo pubblico solo su questo blog. Dubito di trovare un editore disposto a pubblicare i miei pensieri. Non sono né un omosessuale né una escort quindi le possibilità di fare carriera nella politica e nell’editoria sono scarse. Sono solo un prof di liceo che, essendo separato, per poter arrivare alla fine del mese, deve lavorare di notte come portiere d’albergo. Sul personaggio – narratore ho già detto abbastanza.
“Non importa come hai vissuto, ma solo come va a finire la tua storia.”
Luca Bianchini, Siamo Solo Amici , dal 1 febbraio 2011 in libreria.
Luca Bianchini, Siamo Solo Amici , dal 1 febbraio 2011 in libreria.
Sono un insegnante di tedesco. So fare solo due cose nella vita: leggere e scrivere. Posso farlo in italiano, in inglese, in francese e in tedesco. Capisco anche un po’ lo svedese perché sono stato dal 1987 al 1991 fidanzato con una ragazza di Tullinge. Non dirò il nome perché altrimenti il marito mi denuncia. Fa l’avvocato. Mi ha già mandato una lettera una volta perché avevo chiesto l’amicizia su Facebook a sua moglie. Mi scrive che se riprovo a contattarla mi denuncia per stalking. Adesso va di moda questa parola. Vi risparmio la fatica di cercare la definizione su Wikipedia, eccola:
Stalking è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quello italiano la fattispecie è rubricata come atti persecutori, riprendendo una delle diverse locuzioni con le quali è tradotto il termine stalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome del molestatore assillante.[senza fonte]
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone[1]. I contesti in cui si manifesta: nel 55% circa è nella relazione di coppia; nel 25% circa è nel condominio; nello 0,5% circa è nella famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa è nel posto di lavoro/scuola/università
In quel 15% ci rientra sicuramente LUI visto che quando Kicki lavorava all’Alitalia di Stoccolma era il suo capo e lei la sua segretaria. Mi ricordo che mi diceva che lo odiava perché le faceva una corte spietata. La portava ai pranzi di lavoro nei migliori ristoranti di Stoccolma dopo averla “promossa” a segretaria personale del capo. Ma questa è un’altra storia ed è troppo banale da raccontare, la classica segretaria che sposa il ricco capo.
Venerdì scorso con il IIIB abbiamo visto “Nuovo Cinema Paradiso” in tedesco. Ne avevo parlato per fare un esempio di flash back nel cinema e Benedetta mi ha chiesto “Lo vediamo?” con un tale entusiasmo che non solo non ho saputo dirle di no, ma ho deciso di impostare 3 delle quattro ore settimanali a vedere film in tedesco. Quando abbiamo finito di leggere il Parsival in realtà le ragazze mi avevano chiesto di leggere qualcosa che si avvicinasse di più ai loro gusti. Dopo una rapida consultazione la scelta era caduta su Twilight. Quando sono andato da Feltrinelli a comprare il libro ho preso anche 4 DVD:
1. Nosferatu il Vampiro di Murnau (1922) perché è il primo film della Storia del Cinema tedesco;
2. Christiane F, wir Kinder von Bahnhof Zoo (1981);
3. La Rosa Bianca – Sophie Scholl che al Festival di Berlino 2005 ha finto la migliore attrice e la migliore regia (2005);
4. “Le vite degli Altri” che ha vinto l’Oscar per il Miglior Film in lingua Straniera e tre European Film Awards (miglior film, migliore attore e migliore sceneggiatura).
Mi piace il mestiere del portiere. Mi fa pensare a quel brano di Kafka che leggiamo sempre dal nostro libro di testo (Focus, Cideb) pubblicato come racconto “Davanti alla legge” e come parte del romanzo “Il Processo”, nel capitolo “Nel duomo”.
Mi piace perché è una vita che mi sento così. Mi trovo davanti a quella porta aperta e non oso entrare. Non ho ancora capito che quella porta è stata aperta SOLO per me. E il portiere in realtà non sta facendo nulla per trattenermi, mi ha solo detto che sarà inutile perché se varcassi quella soglia poi troverei altri portieri, più esigenti di lui. Oggi voglio entrare. Voglio pubblicare questa pagina sul blog e inviarla alle persone che mi hanno sempre incoraggiato a scrivere. La mia scrittura è potente se penso a Ginevra mi convinco che i miei pensieri e le miei emozioni possono anche aiutare altri a fare delle scelte.
Ho appena finito di scrivere questa frase quando sono entrate Fabrizia e Cristiana. Ho raccontato alla prima la storia del cavallo nel pozzo che avevo condiviso in una nota di Facebook. Cristiana l’aveva letta su Facebook e mi ha detto che sarebbe bello organizzare delle domeniche di Burraco qui in Albergo. Ma quello sarà un altro capitolo.
Questo è iniziato con un brano di Nietzsche e si conclude con questa idea di romanzo.
Ho raccontato questa storia che ho trovato su una Nota di Facebook anche a mio zio Alfredo che è venuto a trovarmi:
Un giorno, il cavallo di un contadino cadde in un pozzo, non riportò alcuna ferita ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze. Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.
Finalmente il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente e anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera. Così non valeva la pena sprecare energie per tirarlo fuori dal pozzo. Allora chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a interrare vivo il cavallo. Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo. Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò...Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi. Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire da lì, trottando felice...
La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra, soprattutto se tu sei già dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa...
Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima. Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti
Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto.
Ricordati delle 5 regole per essere felice:
1 - Libera il cuore dall’odio
2 – Libera la mente dalle eccessive preoccupazioni
3 – Semplifica la tua vita
4 – Dà in misura maggiore e coltiva meno aspettative
5 – Ama di più e … accetta la terra che ti tirano, poiché essa può essere la soluzione e non il problema.sabato 12 febbraio 2011
Friedrich Nietzsche, Vom Lesen und Schreiben
Von allem Geschriebenen liebe ich nur Das, was Einer mit seinem Blute schreibt. Schreibe mit Blut: und du wirst erfahren, dass Blut Geist ist.
Es ist nicht leicht möglich, fremdes Blut zu verstehen: ich hasse die lesenden Müssiggänger.
Wer den Leser kennt, der thut Nichts mehr für den Leser. Noch ein Jahrhundert Leser - und der Geist selber wird stinken.
Dass Jedermann lesen lernen darf, verdirbt auf die Dauer nicht allein das Schreiben, sondern auch das Denken.
Einst war der Geist Gott, dann wurde er zum Menschen und jetzt wird er gar noch Pöbel.
Wer in Blut und Sprüchen schreibt, der will nicht gelesen, sondern auswendig gelernt werden.
Im Gebirge ist der nächste Weg von Gipfel zu Gipfel: aber dazu musst du lange Beine haben. Sprüche sollen Gipfel sein: und Die, zu denen gesprochen wird, Grosse und Hochwüchsige.
Die Luft dünn und rein, die Gefahr nahe und der Geist voll einer fröhlichen Bosheit: so passt es gut zu einander.
Ich will Kobolde um mich haben, denn ich bin muthig. Muth, der die Gespenster verscheucht, schafft sich selber Kobolde, - der Muth will lachen.
Ich empfinde nicht mehr mit euch: diese Wolke, die ich unter mir sehe, diese Schwärze und Schwere, über die ich lache, - gerade das ist eure Gewitterwolke.
Ihr seht nach Oben, wenn ihr nach Erhebung verlangt. Und ich sehe hinab, weil ich erhoben bin.
Wer von euch kann zugleich lachen und erhoben sein?
Wer auf den höchsten Bergen steigt, der lacht über alle Trauer-Spiele und Trauer-Ernste.
Muthig, unbekümmert, spöttisch, gewaltthätig - so will uns die Weisheit: sie ist ein Weib und liebt immer nur einen Kriegsmann.
Ihr sagt mir: ``das Leben ist schwer zu tragen.'' Aber wozu hättet ihr Vormittags euren Stolz und Abends eure Ergebung?
Das Leben ist schwer zu tragen: aber so thut mir doch nicht so zärtlich! Wir sind allesammt hübsche lastbare Esel und Eselinnen.
Was haben wir gemein mit der Rosenknospe, welche zittert, weil ihr ein Tropfen Thau auf dem Leibe liegt?
Es ist wahr: wir lieben das Leben, nicht, weil wir an's Leben, sondern weil wir an's Lieben gewöhnt sind.
Es ist immer etwas Wahnsinn in der Liebe. Es ist aber immer auch etwas Vernunft im Wahnsinn.
Und auch mir, der ich dem Leben gut bin, scheinen Schmetterlinge und Seifenblasen und was ihrer Art unter Menschen ist, am meisten vom Glücke zu wissen.
Diese leichten thörichten zierlichen beweglichen Seelchen flattern zu sehen - das verführt Zarathustra zu Thränen und Liedern.
Ich würde nur an einen Gott glauben, der zu tanzen verstünde.
Und als ich meinen Teufel sah, da fand ich ihn ernst, gründlich, tief, feierlich: es war der Geist der Schwere, - durch ihn fallen alle Dinge.
Nicht durch Zorn, sondern durch Lachen tödtet man. Auf, lasst uns den Geist der Schwere tödten!
Ich habe gehen gelernt: seitdem lasse ich mich laufen. Ich habe fliegen gelernt: seitdem will ich nicht erst gestossen sein, um von der Stelle zu kommen.
Jetzt bin ich leicht, jetzt fliege ich, jetzt sehe ich mich unter mir, jetzt tanzt ein Gott durch mich.
Also sprach Zarathustra.
Nietzsche, Friedrich - Also sprach Zarathustra I - IV
Es ist nicht leicht möglich, fremdes Blut zu verstehen: ich hasse die lesenden Müssiggänger.
Wer den Leser kennt, der thut Nichts mehr für den Leser. Noch ein Jahrhundert Leser - und der Geist selber wird stinken.
Dass Jedermann lesen lernen darf, verdirbt auf die Dauer nicht allein das Schreiben, sondern auch das Denken.
Einst war der Geist Gott, dann wurde er zum Menschen und jetzt wird er gar noch Pöbel.
Wer in Blut und Sprüchen schreibt, der will nicht gelesen, sondern auswendig gelernt werden.
Im Gebirge ist der nächste Weg von Gipfel zu Gipfel: aber dazu musst du lange Beine haben. Sprüche sollen Gipfel sein: und Die, zu denen gesprochen wird, Grosse und Hochwüchsige.
Die Luft dünn und rein, die Gefahr nahe und der Geist voll einer fröhlichen Bosheit: so passt es gut zu einander.
Ich will Kobolde um mich haben, denn ich bin muthig. Muth, der die Gespenster verscheucht, schafft sich selber Kobolde, - der Muth will lachen.
Ich empfinde nicht mehr mit euch: diese Wolke, die ich unter mir sehe, diese Schwärze und Schwere, über die ich lache, - gerade das ist eure Gewitterwolke.
Ihr seht nach Oben, wenn ihr nach Erhebung verlangt. Und ich sehe hinab, weil ich erhoben bin.
Wer von euch kann zugleich lachen und erhoben sein?
Wer auf den höchsten Bergen steigt, der lacht über alle Trauer-Spiele und Trauer-Ernste.
Muthig, unbekümmert, spöttisch, gewaltthätig - so will uns die Weisheit: sie ist ein Weib und liebt immer nur einen Kriegsmann.
Ihr sagt mir: ``das Leben ist schwer zu tragen.'' Aber wozu hättet ihr Vormittags euren Stolz und Abends eure Ergebung?
Das Leben ist schwer zu tragen: aber so thut mir doch nicht so zärtlich! Wir sind allesammt hübsche lastbare Esel und Eselinnen.
Was haben wir gemein mit der Rosenknospe, welche zittert, weil ihr ein Tropfen Thau auf dem Leibe liegt?
Es ist wahr: wir lieben das Leben, nicht, weil wir an's Leben, sondern weil wir an's Lieben gewöhnt sind.
Es ist immer etwas Wahnsinn in der Liebe. Es ist aber immer auch etwas Vernunft im Wahnsinn.
Und auch mir, der ich dem Leben gut bin, scheinen Schmetterlinge und Seifenblasen und was ihrer Art unter Menschen ist, am meisten vom Glücke zu wissen.
Diese leichten thörichten zierlichen beweglichen Seelchen flattern zu sehen - das verführt Zarathustra zu Thränen und Liedern.
Ich würde nur an einen Gott glauben, der zu tanzen verstünde.
Und als ich meinen Teufel sah, da fand ich ihn ernst, gründlich, tief, feierlich: es war der Geist der Schwere, - durch ihn fallen alle Dinge.
Nicht durch Zorn, sondern durch Lachen tödtet man. Auf, lasst uns den Geist der Schwere tödten!
Ich habe gehen gelernt: seitdem lasse ich mich laufen. Ich habe fliegen gelernt: seitdem will ich nicht erst gestossen sein, um von der Stelle zu kommen.
Jetzt bin ich leicht, jetzt fliege ich, jetzt sehe ich mich unter mir, jetzt tanzt ein Gott durch mich.
Also sprach Zarathustra.
Nietzsche, Friedrich - Also sprach Zarathustra I - IV
Francalancia Country Resort FRANCAIS
Bienvenue à Francalancia Country Resort, une nouvelle marque d'installations polyvalentes où choyés par chaleureuse et amicale, attentive et discrète à la fois.
La station, qui dispose de 35 chambres, 9 appartements, restaurant et centre équestre, situé à la lisière du parc de Véies, dans la ville de Castelnuovo di Porto, à seulement 15 km de la GRA Rome 10 km de l'autoroute A1. L'emplacement est entièrement fonctionnelle si vous voulez visiter la Ville éternelle en tant que touriste, si vous avez besoin d'aller à la capitale pour les entreprises et vous permet de rester dans un endroit calme et relaxant, loin de l'agitation et le smog de la ville, facilement accessible par des moyens que le transport public et service de navette pour les réservations d'hôtel. Viejo parc national peut être atteint à pied, en vélo, à cheval, des excursions passionnantes et promenades dans la nature. Dans un encore plus relaxant et reposant paresseusement profiter de la nature préservée de la terrasse et le jardin
La station, qui dispose de 35 chambres, 9 appartements, restaurant et centre équestre, situé à la lisière du parc de Véies, dans la ville de Castelnuovo di Porto, à seulement 15 km de la GRA Rome 10 km de l'autoroute A1. L'emplacement est entièrement fonctionnelle si vous voulez visiter la Ville éternelle en tant que touriste, si vous avez besoin d'aller à la capitale pour les entreprises et vous permet de rester dans un endroit calme et relaxant, loin de l'agitation et le smog de la ville, facilement accessible par des moyens que le transport public et service de navette pour les réservations d'hôtel. Viejo parc national peut être atteint à pied, en vélo, à cheval, des excursions passionnantes et promenades dans la nature. Dans un encore plus relaxant et reposant paresseusement profiter de la nature préservée de la terrasse et le jardin
Francalancia Country Resort ESPANOL
Francalancia Country Resort de Campo, la nueva estructura donde se puede sentir un ambiente cálido y familiar.
El complejo dispone de 35 habitaciones, 9 apartamentos, un restaurante y un centro de equitación y se sitúa en la frontera del Parque de Veio, en Castelnuovo di Porto, a 15 km al norte de la circunvalación romana (GRA). La posición es estratégica y perfectamente funcional si se quiere visitar la ciudad eterna, tanto por placer o por negocios o en caso de que sólo quiere pasar sus vacaciones en el campo, en un lugar tranquilo y relajante, lejos del caos y la contaminación de la ciudad, de fácil acceso en transporte público y privado o por un servicio de autobús para ser reservado con antelación en el mostrador de recepción. Se puede llegar al Parque de Veio a pie, en bicicleta, oa caballo y disfrutar de la naturaleza.
El restaurante ofrece platos tradicionales
Francalancia Country Resort DEUTSCH
Das 2010 fertig gestellte Ferienresort „Francalancia“ liegt nördlich von Rom, in unmittelbarer Nähe des Naturparks Veio, in herrlich grüner und ruhiger Umgebung. Hier werden Sie Ihren Urlaub in einer warmen und familiären Atmosphäre verbringen können. Das Ferienresort bietet 35 Zimmer, 9 Wohnungen, ein Restaurant und ein Reitzentrum, und liegt in Castelnuovo di Porto, 15 km nördlich des römischen Autobahnrings (GRA) und 10 km von der Autobahnausgang A1 entfernt.Die Lage ist strategisch und überaus praktisch, wenn Sie die Ewige Stadt aus reinem Vergnügen besichtigen wollen oder geschäftlich unterwegs sind, oder wenn Sie einfach nur Ihren Urlaub auf dem Land verbringen möchten. Die Natur des Parks von Veio können Sie dagegen zu Fuß, per Rad oder zu Pferd genießen. Neben einer großen Auswahl an schmackhaftem Fleisch und leckeren Pizzen aus dem Holzofen servieren wir vegetarische Gerichte.
Francalancia Country Resort ENGLISH
The resort offers 35 rooms, 9 flats, a restaurant and a riding centre and it is situated on the border of the Park of Veio, in Castelnuovo di Porto, 15 km north of the roman beltway (GRA). The position is strategic and perfectly functional if you want to visit the Eternal City both for pleasure or for business or in case you just want to spend your holidays on the country side, in a silent and relaxing place far from the chaos and the pollution of the city, easy to reach by private and public transport or by a shuttle bus to be booked in advance at the reception desk. You can reach the Park of Veio on foot, by bike, or on horseback and enjoy nature. You can also relax and have a great time sitting on the observation platform and delight the scenic view from the gardens. The Restaurant offers traditional dishes The large dining room and panoramic terrace are the ideal setting for banquets.
Francalancia Country Resort ITALIANO
Il Francalancia Country Resort dispone di 35 camere, 9 appartamenti, ristorante e centro di equitazione, sorge ai margini del Parco di Veio, nel Comune di Castelnuovo di Porto, a soli 15 Km dal G.R.A. di Roma a 10 km dal casello dell'autostrada A1. La posizione strategica è perfettamente funzionale sia che vogliate visitare la Città Eterna per turismo, sia che dobbiate recarvi nella Capitale per affari e vi consente di pernottare in un ambiente tranquillo e rilassante, fuori dal caos e dallo smog della città, facilmente raggiungibile sia con mezzi propri che con trasporti pubblici e servizio navetta prenotabile in Hotel. Il Ristorante offre ricette della cucina tradizionale con ingredienti genuini e stagionali. Nel Resort opera un centro ippico affiliato alla FISE. Oltre alle attività sportive e formative, il centro organizza trekking nel parco di Vejo a piedi, a cavallo e in bicicletta.
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